ZES Unica e incentivi fiscali: guida per le aziende che investono in macchine per prove materiali (2025–2026)
Come ottenere vantaggi fiscali importanti per l’acquisto di macchinari, impianti e nuove tecnologie
Indice dei contenuti
1. Cosa sono le ZES e perché sono state create
2. Il Credito d’imposta ZES: come funziona
3. La soglia minima dei 200.000 €: tutto quello che serve sapere
4. Come richiedere il credito ZES
5. Novità 2025–2026
6. Incentivi di ammortamento: super e iper ammortamento
7. Combinare ZES e ammortamenti: la strategia vincente
8. Vantaggi e criticità
9. Indicazioni operative per tecnici e responsabili d’impianto
10. Checklist operativa
11. Domande frequenti
12. Conclusione
Per le imprese italiane – in particolare quelle situate nel Mezzogiorno – il quadro degli incentivi fiscali oggi disponibili rappresenta una delle più grandi opportunità degli ultimi anni per chi investe in macchinari industriali, attrezzature e tecnologie 4.0.
Tra le misure più rilevanti troviamo:
- il Credito d’imposta ZES Unica, dedicato agli investimenti nelle regioni del Sud
- gli incentivi di ammortamento maggiorato (super e iper ammortamento), che torneranno centrali dal 2026
Queste agevolazioni possono essere combinate tra loro per massimizzare il vantaggio fiscale e ottenere maggiore liquidità, riduzione delle imposte e accelerazione degli investimenti.
In questa guida approfondiamo tutto ciò che un’impresa deve sapere, con particolare attenzione a un aspetto:
la soglia minima dei 200.000 € e la possibilità di raggiungerla acquistando macchinari da fornitori diversi.
1. Cosa sono le ZES e perché sono state create
1.1 Origine normativa e obiettivi
Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geografiche istituite per attrarre investimenti e stimolare lo sviluppo economico di territori caratterizzati da ritardi strutturali.
In Italia sono state introdotte con la Legge n. 91/2017, con benefici fiscali e procedurali per le imprese che avviano o ampliano attività produttive al loro interno.
Con il Decreto Sud (DL 124/2023) è stata creata la ZES Unica, che dal 2024 comprende l’intero Mezzogiorno e introduce un credito d’imposta specifico per gli investimenti.
1.2 Le regioni della ZES Unica
La ZES Unica comprende:
- Abruzzo
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Molise
- Puglia
- Sardegna
- Sicilia
L’obiettivo è rendere queste regioni più attrattive per nuovi investimenti industriali, produttivi e logistici.
1.3 Differenze tra ZES, ZLS e altre aree agevolate
-
ZES → investimenti produttivi
-
ZLS (Zone Logistiche Semplificate) → aree portuali e interportuali
-
Aree di crisi industriale → misure specifiche per territori in difficoltà
Cambiano durata, requisiti e intensità degli aiuti.
Come funziona il credito d’imposta ZES (in pratica)
Investi in macchinari nel Mezzogiorno, supera i 200.000 € di progetto e combina il credito ZES con gli ammortamenti maggiorati.
- Macchina A: 90.000 € da Fornitore 1
- Macchina B: 70.000 € da Fornitore 2
- Macchina C: 60.000 € da Fornitore 3
- Totale progetto: 220.000 € → soglia minima raggiunta
- Si può richiedere il credito d’imposta ZES sull’intero investimento, se i beni sono ammissibili e localizzati nella stessa struttura produttiva.
2. Il Credito d’imposta ZES: come funziona
Il credito ZES è l’incentivo fiscale più rilevante oggi per chi investe in macchinari e impianti nel Sud Italia.
Offre alle imprese la possibilità di recuperare una parte dell’investimento compensando imposte e contributi.
2.1 Investimenti ammissibili
Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi, destinati a una struttura produttiva situata nella ZES.
Rientrano:
- macchine industriali
- impianti
- attrezzature tecniche
- opere edili strumentali agli investimenti
- ampliamenti o nuovi stabilimenti produttivi
Esclusi: beni usati, manutenzioni ordinarie e beni non strumentali.
2.2 Chi può beneficiarne
Tutte le imprese – senza limiti di settore o dimensione – che:
- hanno (o realizzano) una struttura produttiva nella ZES
- acquistano beni nuovi e coerenti con l’attività produttiva
- rispettano scadenze e obblighi documentali
2.3 Percentuali, limiti e massimali (2025)
Per l’anno 2025:
- investimenti dal 1° gennaio al 15 novembre 2025
- massimale nazionale complessivo: 2,2 miliardi di euro
- aliquote variabili per regione e dimensione d’impresa
- crediti più alti per micro, piccole e medie imprese
3. La soglia minima dei 200.000 €: tutto quello che serve sapere
Uno degli aspetti più rilevanti del credito ZES è il requisito minimo di accesso:
Il progetto di investimento iniziale deve avere un costo complessivo pari ad almeno 200.000 €.
❗ Importante: NON si tratta del costo del singolo bene
Il limite riguarda l’intero progetto di investimento, non la singola macchina.
Significa che un’impresa può:
Sommare più beni per raggiungere la soglia
Anche se provengono da fornitori diversi.
Inserire macchinari con funzioni differenti
Se contribuiscono allo sviluppo o ampliamento della stessa unità produttiva.
Costruire un unico progetto di investimento industriale
Seguendo il concetto di “investimento iniziale” del Regolamento UE 651/2014.
3.1 Cosa significa “progetto di investimento iniziale”
È un insieme coordinato di:
- macchinari
- impianti
- attrezzature
- opere edili correlate
tutti destinati allo sviluppo, all’ammodernamento o all’ampliamento della stessa struttura produttiva.
Quindi:
✔ È ammesso:
- acquistare 3 macchine da 3 fornitori diversi
(es. 90.000 € + 70.000 € + 60.000 € = 220.000 € → incentivo riconosciuto)
✘ Non è ammesso:
- presentare 3 progetti distinti da 90.000 €, 70.000 € e 60.000 €
→ nessuno supera la soglia → nessuno è agevolabile
4. Come richiedere il credito ZES
L’impresa deve:
- Verificare la localizzazione nella ZES
- Effettuare l’investimento nel periodo previsto
- Inviare comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- Conservare:
- fatture
- schede tecniche
- documentazione sul progetto
- attestazioni del fornitore
- documenti sulla destinazione d’uso
- fatture
La tracciabilità e la corretta documentazione sono fondamentali in caso di controlli.
5. Novità 2025–2026
La normativa è in evoluzione e prevede:
- proroga del credito ZES fino al 2028
- possibile estensione alle ZLS
- introduzione dell’ammortamento maggiorato 2026, che sostituirà parte dei crediti d’imposta
6. Incentivi di ammortamento: super e iper ammortamento
Gli incentivi di ammortamento rappresentano la seconda grande opportunità per chi investe in tecnologie.
6.1 Come funzionano
Permettono di dedurre un valore superiore al costo reale del bene, riducendo imponibile e imposte.
6.2 Evoluzione normativa
Il percorso degli ultimi anni:
- Industria 4.0
- Transizione 5.0
- crediti d’imposta beni strumentali
- ritorno alle maggiorazioni di ammortamento dal 2026
6.3 Investimenti ammessi
- macchinari e attrezzature
- software e sistemi gestionali
- IoT e sensoristica
- tecnologie green
6.4 Compatibilità con il credito ZES
In molti casi sono cumulabili, rispettando:
- limiti UE sugli aiuti di Stato
- normativa nazionale
- distinzione chiara tra benefici ottenuti
7. Combinare ZES e ammortamenti: la strategia vincente
Integrare le due misure permette di ottenere:
- credito d’imposta immediato
- riduzione delle imposte negli anni successivi
- maggiore liquidità
- accelerazione dell’investimento industriale
7.1 Esempio pratico
Azienda nella ZES acquista:
- Macchina A → 90.000 €
- Macchina B → 70.000 €
- Macchina C → 60.000 €
Totale: 220.000 € → incentive ammesso
Benefici:
- 25% di credito ZES → 55.000 € recuperati
- ammortamento maggiorato (4.0/5.0)
- ammortamento maggiorato (4.0/5.0)
8. Vantaggi e criticità
8.1 Vantaggi
- riduzione immediata della pressione fiscale
- maggiore liquidità
- accelerazione dell’innovazione
- aumento della competitività aziendale
- crescita dell’efficienza produttiva
8.2 Criticità
- requisiti documentali stringenti
- scadenze rigide
- rischio di progetti frazionati sotto soglia
- aggiornamenti normativi continui
- possibile incompatibilità di cumulo in alcuni casi
9. Indicazioni operative per tecnici e responsabili d’impianto
- acquistare solo beni nuovi e strumentali
- verificare con il fornitore eventuali requisiti 4.0/5.0
- preparare una relazione tecnica unica per progetti multi-fornitore
- sistematizzare la documentazione tecnica e contabile
- assicurarsi che l’unità produttiva sia nella ZES
- verificare il rispetto delle normative sugli aiuti di Stato
10. Checklist operativa
Prima dell’investimento
✔ Verifica sede nella ZES
✔ Definizione del progetto di investimento
✔ Controllo ammissibilità dei beni
✔ Stima del beneficio fiscale
✔ Predisposizione documentazione
Dopo l’investimento
✔ Invio comunicazione all’Agenzia delle Entrate
✔ Registrazione corretta dei beni
✔ Conservazione completa dei documenti
✔ Monitoraggio eventuali controlli
11. Domande frequenti
1. Qual è la soglia minima per accedere alla ZES?
200.000 € come costo complessivo del progetto (non del singolo bene).
2. Posso acquistare da più fornitori?
Sì. Se gli acquisti fanno parte dello stesso progetto e superano insieme i 200.000 €.
3. Posso cumulare ZES e super/iper-ammortamento?
Sì, nei limiti degli aiuti di Stato.
4. Quali beni non sono ammessi?
Beni usati, manutenzioni ordinarie, beni non strumentali.
5. Quali sono gli errori più comuni?
- progetti sotto soglia
- documentazione incompleta
- beni non nuovi
- domanda tardiva
12. Conclusione
Il Credito d’imposta ZES e gli ammortamenti maggiorati rappresentano oggi una delle migliori opportunità per le imprese industriali che vogliono investire in macchinari, linee produttive, automazioni e sistemi tecnologici.
Con una pianificazione corretta e una definizione precisa del progetto di investimento, un’impresa può ottenere:
-
risparmi fiscali importanti
-
aumento della liquidità
-
accelerazione della produzione
- un reale vantaggio competitivo nel mercato